Tag eretteo29 Agosto 2009
ERETTEIO ATENE
 Eretteo, Atene Tempio situato sul lato settentrionale dell'Acropoli di Atene. Incluso nel piano di ricostruzione degli edifici religiosi conseguente alla distruzione persiana (480 a.C.), doveva sostituire il tempio arcaico di Atena Polìade (protettrice della città). Fu l'ultima grande opera architettonica dell'Acropoli, realizzata fra il 421 e il 407 a.C., con una sospensione dovuta alla guerra del Peloponneso.
La costruzione dell'Eretteo, nel luogo più sacro dell'Acropoli, dovette tenere conto di strutture preesistenti, oltre che del terreno
accidentato: da ciò la pianta complessa e atipica. La cella principale
era dedicata ad Atena Poliade: conteneva la statua di culto arcaica, a
cui durante le Panatenee veniva offerto il velo, e la celebre lampada
bronzea di Callimaco; la facciata era rivolta a oriente. Zeus era
venerato sotto il portico nord, mentre altri ambienti interni erano
dedicati a Poseidone, a Efesto e a vari eroi attici, fra cui Eretteo,
il mitico re da cui in epoca tarda prese il nome l'edificio. Sotto la
loggia delle Cariatidi, a sud, retta dalle sei eleganti figure di
fanciulle, era la tomba di un altro re, Cecrope; mentre nel recinto
occidentale si trovavano quella di una delle sue figlie, Pàndroso, e
l'ulivo di Atena.
Il tempio, interamente realizzato in marmo
pentelico e riccamente decorato, era un edificio estremamente elegante,
capolavoro dell'ordine ionico dell'età classica matura; i costi per la
sua realizzazione furono elevatissimi. Venne salvato dalla distruzione
perché trasformato prima in chiesa (VII secolo), poi nella residenza
del governatore turco. La sua architettura mossa e leggera e le
squisite decorazioni ebbero una grande influenza nell'elaborazione del
neoclassicismo.
ERETTEIO ATENE
 Eretteo, Atene Tempio situato sul lato settentrionale dell'Acropoli di Atene. Incluso nel piano di ricostruzione degli edifici religiosi conseguente alla distruzione persiana (480 a.C.), doveva sostituire il tempio arcaico di Atena Polìade (protettrice della città). Fu l'ultima grande opera architettonica dell'Acropoli, realizzata fra il 421 e il 407 a.C., con una sospensione dovuta alla guerra del Peloponneso.
La costruzione dell'Eretteo, nel luogo più sacro dell'Acropoli, dovette tenere conto di strutture preesistenti, oltre che del terreno
accidentato: da ciò la pianta complessa e atipica. La cella principale
era dedicata ad Atena Poliade: conteneva la statua di culto arcaica, a
cui durante le Panatenee veniva offerto il velo, e la celebre lampada
bronzea di Callimaco; la facciata era rivolta a oriente. Zeus era
venerato sotto il portico nord, mentre altri ambienti interni erano
dedicati a Poseidone, a Efesto e a vari eroi attici, fra cui Eretteo,
il mitico re da cui in epoca tarda prese il nome l'edificio. Sotto la
loggia delle Cariatidi, a sud, retta dalle sei eleganti figure di
fanciulle, era la tomba di un altro re, Cecrope; mentre nel recinto
occidentale si trovavano quella di una delle sue figlie, Pàndroso, e
l'ulivo di Atena.
Il tempio, interamente realizzato in marmo
pentelico e riccamente decorato, era un edificio estremamente elegante,
capolavoro dell'ordine ionico dell'età classica matura; i costi per la
sua realizzazione furono elevatissimi. Venne salvato dalla distruzione
perché trasformato prima in chiesa (VII secolo), poi nella residenza
del governatore turco. La sua architettura mossa e leggera e le
squisite decorazioni ebbero una grande influenza nell'elaborazione del
neoclassicismo.
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