1. Amo il mare, anche d'inverno e amo la mia professione che in pratica assorbe la maggior parte della mia vita, ma in maniera positiva, nonostante le tante difficoltà che è necessario affrontare giorno per giorno. 2. Collaboro con alcune associazioni animaliste e sono pieno di animali (12 gatti, 2 tartarughe e un canarino di nome luglio) i quali, insieme ai viaggi, sono i miei hobbies preferiti, anche un po' di ballo, in verità. 3. Sono single e va bene così. 4. Il 25 agosto ho compiuto, devo ammettere con qualche sussulto, i miei primi 30 anni; 5. Qual'è la vita di un architetto a Reggio Calabria? Si fa un po' di tutto, in quanto la città è troppo piccola per permettere una vera e propria specializzazione; ci si divide fra Ufficio di Reggio Calabria, quello di Gioia Tauro, e gli Uffici dell'ex Genio Civile.
Odio
1. Odio quel sentimento tipicamente umano contrapposto all'amore. 2. L'odio è un sentimento umano che si esprime in una forte avversione o una profonda antipatia. 3. L'odio deve rendere produttivi. Altrimenti è più intelligente amare. 4. Chi odia non è mai solo: è in compagnia dell'essere che gli manca. 5. L'odio non è meno volubile dell'amicizia.
Il baldacchino del Bernini, che si trova al centro della Basilica di San Pietro a Roma, è una delle opere più rappresentative del Barocco. Le colonne, riccamente decorate, sono state fabbricate utilizzando il bronzo dal Pantheon di Agrippa. Quella di "prendere in prestito" elementi (come il marmo, metalli, pietre preziose) da altre opere d'arte era una pratica comune a Roma. Quest'opera è forse il più grande simbolo di ricchezza e di grandezza che la Basilica del Vaticano possiede. Con l'avvento del Neoclassicismo, fu considerato il simbolo del "disordine ed eccessività" che caratterizzavano gli artisti del Barocco.
SCHEDA : BERNINI GIAN LORENZO
Gian Lorenzo Bernini nacque a Napoli nel
1598 da un importante scultore del tempo (Pietro). Fin da giovanissimo ebbe
quindi l' occasione di lavorare nella bottega paterna e di conoscere l'arte
antica.
Già da adoloscente lavorava il marmo.
Nella basilica di Santa Prassede a Roma è visibile quello che è ritenuto,
insieme alla c.d "capra Amaltea ", uno dei suoi primissimi
lavori : il monumento al vescovo G.B. Santoni .
Poco più tardi annoverò fra i propri
clienti il cardinale Scipione Borghese. Sua prima opera importante fu comunque
il gruppo di Plutone e Proserpina inizialmente collocato nella villa Ludovisi.
Anni dopo si avvicinò alla famiglia Barberini e continuò a produrre diverse
opere.
Sotto il pontificato di Urbano VIII
divenne uno dei massimi esponenti del barocco (fra le sue opere: S.Andrea al
Quirinale).
Negli anni fra il 1656 ed il 1667, Gian
Lorenzo Bernini fu impegnato nei lavori di piazza S.Pietro risolvendo numerosi
problemi non solo estetici. L'artista avrebbe sicuramente influenzato in
maniera più rilevante l'arte europea se Luigi XIV non avesse scelto altrimenti
per la sistemazione del Louvre. Comunque alcune bozze dei suoi progetti
francesi circolarono in diverse altre nazioni e lasciarono qualche segno nelle
progettazioni che erano in corso.
Oltre a diversi lavori di architettura,
Bernini ci ha lasciato numerose sculture. Fra quelle più efficaci meritano una
particolare menzione l'Estasi di Santa Teresa,
la "Verità scoperta dal Tempo", la "beata Albertoni",
"S.Giovanni Battista", "Apollo e Dafne" ecc.
Gian Lorenzo Bernini morì a Roma nel novembre 1680 nel suo
palazzo-ancora esistente- di Via della Mercede. Nelle immediate vicinanze
di questa sua ultima dimora è conservata la coppia di angeli di S.Andrea delle
Fratte inizialmente destinati alla Via Crucis di Ponte S.Angelo dove sono
invece collocate delle copie. Pure vicinissimo alla sua casa è il Palazzo
di Propaganda Fide dove il Borromini gli fece l'affronto di distruggere
(praticamente sotto i suoi occhi) un suo precedente intervento nell'oratorio
La prima basilica di Roma, voluta dall’Imperatore Costantino, fu consacrata dal pontefice Silvestro I nel 326 e giunse a compimento nel 349. I primi interventi di restauro avvennero durante il pontificato di Niccolò V, il quale su consiglio dell’architetto Leon Battista Alberti decise il rifacimento e l’ampliamento della zona absidale incaricando nel 1454 Bernardo Rossellino, collaboratore dell'Alberti, autore del rinnovamento
urbanistico del borgo di Corsigliano per il pontefice Pio II. Nel 1455
il cantiere venne sospeso e successivamente ripreso sotto Paolo II.
Quindi a proseguire la ricostruzione della basilica fu successivamente
Giulio II. I lavori di ampliamento incominciarono il 18 aprile 1506 e
vennero affidati a Donato Bramante. La scomparsa prematura del Bramante
portò all'assegnazione del progetto a Raffaello il quale si avvalse
della collaborazione di Giuliano da Sangallo. Impegnati in diversi
periodi per la realizzazione di altre opere i due architetti si
alternarono alla guida del restauro con Baldassarre Peruzzi e
Michelangelo, i quali impostarono il progetto con pianta a croce greca.
A seguito della morte degli architetti incaricati il pontefice Paolo V
decise d'impostare la croce latina suggerita da Raffaello e Antonio
Sangallo il Giovane, e la cui rielaborazione fu affidata a Carlo
Maderno. La basilica venne in tal modo completata nel 1614, consacrata
e aperta al culto il 18 novembre 1626. Gianlorenzo Bernini fu
inizialmente incaricato per la realizzazione dell'ampia scalinata a tre
livelli, ai cui lati sono collocate le due statue di San Pietro e di
San Paolo. Bernini progettò inoltre una piazza ellittica circondata da
un colonnato quadruplo e raccordata alla basilica da due bracci
leggermente divergenti. Per l'interno disegna il baldacchino,
dell'altezza di 29 metri. La progettazione della cupola è opera di
Michelangelo: la calotta è a doppio guscio, divisa da nervature in
sedici spicchi; alla morte dell'artista l'opera fu terminata da Giacomo
Della Porta e Domenico Fontana, mentre il Vignola aggiunse le due
cupole laterali con funzione semplicemente decorativa. L’interno è
suddiviso in tre navate scandite da altissime lesene corinzie addossate
ai pilastri. Nella prima cappella della navata destra è collocata la
Pietà, la sublime scultura di Michelangelo eseguita appena ventitreenne
nel 1499 per il cardinale francese Jean de Bilhères de Lagraulas. Nella
volta il ‘Trionfo della Croce’ dipinto da Giovanni Lanfranco.
Successivamente s’incontra la Cappella delle Reliquie, dove è custodito
il Crocifisso ligneo attribuito al medievalista Pietro Cavallini. A
sinistra il monumento di Cristina di Svezia scolpito da Carlo Fontana.
Prima della terza cappella è il ‘Sepolcro di Innocenzo XII’ su disegno
di Ferdinando Fuga con statua del pontefice tra la ‘Carità’ e la
‘Giustizia’ di Filippo Della Valle. Di fronte è situato il monumento
della contessa Matilde di Canossa, ideato su disegno del Bernini.
Subito dopo si arriva alla Cappella del Santissimo Sacramento, nel
quale si trova il ricco ciborio di bronzo dorato del Bernini [1674]
ispirato al tempietto del Bramante di S.Pietro in Montorio. Dietro è
collocata la ‘Trinità’ dipinta da Pietro da Cortona. Proseguendo sulla
navata s’incontra il monumento di Gregorio XIII eseguito da Camillo
Rusconi [1723] per giungere nella Cappella Gregoriana compiuta da
Giacomo Della Porta nel 1583. Sull’altare è situata l’immagine della
Madonna del Soccorso risalente all’XI secolo. Subito dopo il transetto
destro s'incontra il monumento di Clemente XIII, [1784-92] celebre
opera di Antonio Canova. Affianco alla cappella successiva è disposta
la tomba di Leone X disegnata da Mattia De Rossi. [1684] Poco dopo si
arriva davanti all’abside [o tribuna] che ospita la scenografica
cattedra di San Pietro in bronzo dorato ideata dal Bernini [1656-65]
autore inoltre del monumento di Urbano VIII collocato alla destra
dell’abside. A sinistra dell’altare si giunge alla Cappella della
Colonna che custodisce le reliquie di San Leone Magno, raffigurato
mentre incontra Attila nella bella pala marmorea realizzata da
Alessandro Algardi. Dirigendosi verso il transetto sinistro s’incontra
la tomba di Alessandro VII, opera dell’ultimo periodo d’attività del
Bernini. [1672-78] Dopo il transetto si raggiunge la Cappella
Clementina, in cui sono raccolte le reliquie di S.Gregorio Magno. Di
fronte la tomba di Pio VII, opera neoclassica di Albert Thorvaldsen
[1823] commissionata dal Cardinal Consalvi. All’inizio della navata
sinistra è situato il monumento di Leone XI di Alessandro Algardi.
[1634-52] A sinistra il monumento di Innocenzo XI su disegno di Carlo
Maratta [1697-1704] autore degli stucchi dorati nella volta della
successiva Cappella del Coro disegnata da Carlo Maderno. Nel passaggio
seguente, sulla parte sinistra, l’importante testimonianza
rinascimentale del fiorentino Antonio del Pollaiolo con la tomba di
Innocenzo VIII. [1498] Nella successiva Cappella della Presentazione
sono conservate le reliquie di Pio X. Nel passaggio alla prima cappella
la scultura dedicata ai reali inglesi realizzata da Antonio Canova dal
1817 al 1819. La superficie complessiva della basilica è di 22.067 mq,
è lunga 186 metri, il portico è largo 71 metri, alto 20, la facciata
della basilica è larga 114.69 metri ed alta 47.3 metri. All’interno la
navata centrale è lunga 26 metri, alta 46.1 metri, il transetto è lungo
154.8 metri. La cupola è alta 136 metri e ha un diametro di 42.56 metri.